Emily Dickinson: abitare la possibilità

Biografia di Emily Dickinson

 

Dio, l’amore, la natura, la poesia, la solitudine, il silenzio, la morte… sono i temi che solo una poetessa come Emily Dickinson poteva trattare in una maniera cosi profonda e al tempo stesso cosi umile e sublime. Emily fu  una poetessa come poche, che dedicò pienamente la sua vita alla poesia, vivendo tutta la sua vita nel paese di Ahmerst nel Massachusetts. La sua straordinaria sensibilità emerge attraverso le sue poesie, nelle quali esprime il proprio modo di essere e la sua percezione delle cose.

Emily Dickinson, nata nel 1830, ebbe una vita difficile e ricca non tanto di eventi esteriori quanto di grandi esperienze interiori. L’evento più significativo fu la sua vocazione poetica che avvenne nel periodo del revival religioso negli Stati Uniti, che riguardò il mondo protestante. Uno degli eventi più importanti della sua vita fu l’amore per un pastore protestante – un amore platonico – al quale dedicò molte poesie. All’età di 25 anni decise di ritirarsi dal mondo e non uscì più di casa. Questo periodo fu caratterizzato da disturbi nervosi e da una grave malattia agli occhi, ma nonostante ciò continuò a scrivere e attraverso le sue opere riuscì a trasmettere il suo amore e le sue particolarissime esperienze interiori.

Emily Dickinson morì nel 1886 all’età di 55 anni. Dopo la sua morte furono trovate circa duemila poesie, che hanno fatto di lei la più grande poetessa americana di tutti i tempi e uno di maggiori lirici del XIX secolo.


657*

Io abito nella Possibilità

una casa più bella della prosa

più ricca di finestre

superiore – come porte –

 

con camere simili a cedri,

insondabili con gli occhi

e come eterno tetto

la volta a mansarda del cielo –

 

visite – le più belle

come lavoro – questo –

spalancare le mie piccole mani

per accogliere il Paradiso.

Commento

La poetessa delinea la prosa come uno spazio finito, limitato. La Poesia, che chiama la “Possibilità”, è uno spazio infinito, illimitato. La poesia nasce dall’interiorità: grazie al contatto intimo con se stessa, la poetessa arriva a sfiorare il cielo. Più profondo è il contatto con se stessa, più la poetessa ha la sensazione di entrare in contatto con l’immensità.

La poesia è la casa nella quale lei accoglie le visite più belle, i momenti di ispirazione. La capacità di compiere tutto questo è considerata un dono che lei definisce «Occupation». La sua vita è proprio questa: accogliere il Paradiso nelle sue piccole mani. In questi versi Emily accenna all’immensità della sua ispirazione («il Paradiso») e mostra la sua grande umiltà («le mie piccole mani»).

 

456*

Ti amo tanto da riuscire a vivere

senza di te – dunque quanto ti amo?

Quanto Gesù?

Provami che Lui

ha amato gli uomini –

come io amo te.

Commento

Per Emily amare significa sentirsi pieni di una forza vitale che sconvolge tutte le idee e tutti gli schemi che noi ci facciamo dell’amore. Generalmente l’amore è visto come il sogno di stare sempre insieme con l’essere amato. In questi versi Emily ci dice che l’amore è qualcosa di così grande che si può amare anche senza vivere con l’essere amato. Emily mette l’amore al di sopra di ogni cosa, anche dell’amore religioso. L’amore non è definibile né spiegabile. Soltanto quando ci liberiamo di qualsiasi idea sull’amore riusciamo ad aprirci veramente all’esperienza dell’amore.


Abitare la Possibilità.

Intervista a Emily Dickinson.

 

Perché hai scelto di esprimerti in versi e non in prosa?

La mia possibilità è la poesia: “Io abito nella Possibilità, una casa più bella della prosa. ”La prosa è una prigione che limita le mie possibilità, mentre la poesia mi permette di accogliere l’infinito nelle mie piccole mani.

Come fai a parlare dell’infinito dal chiuso della tua stanza?

La mia è una solitudine creativa che mi permette di cogliere l’infinito a cui aspira la mia anima, nonostante la mia finitudine. Generalmente la gente ignora cosa sia “l’intimità polare di un’anima al cospetto di se stessa- finita finità.”

Spesso, molti artisti hanno ritenuto che la natura fosse manifestazione di Dio. Tu che rapporto hai con la natura?

La natura è, per me, fonte d’ispirazione e provoca in me un senso di ebbrezza che fa sì che mi avvicini a Dio, in quanto essa è manifestazione del Suo spirito. La natura ubriaca di Dio il poeta.

In una poesia hai scritto: «Ti amo tanto da riuscire a vivere senza di te». Qual è la tua misura d’amore, dunque?

Per me, l’amore non è soltanto un sentimento: è una vera forza vitale che mi permette di andare avanti anche senza la presenza dell’essere amato. L’amore è indefinibile.

Nella società in cui sei vissuta l’amore era considerato un peccato. Anche tu la pensavi così?

 Io sono cresciuta in un ambiente in cui ogni forma di piacere era condannata. È chiaro che ho vissuto il mio sentimento d’amore con grandi sensi di colpa, ma questo non mi fatto desistere: ho rinunciato «alla Redenzione per un bacio», ho sacrificato la salvezza dell’anima per l’amore di un uomo. Nonostante i giudizi della gente e i miei sensi di colpa, non mi pento delle scelte fatte.


Questo post è stato redatto dagli alunni della classe V LNC a conclusione di un laboratorio sulla poesia di Emily Dickinson condotto dal Prof. Riccardo Emmolo. Il laboratorio è stato frequentato anche da altri ragazzi di altre quinte dell’Istituto.

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