Padre-Figlio

Gli scritti a seguire sono il risultato di un lavoro “estemporaneo” sul rapporto padre-figlio.

Partendo da frasi tratte da Lettera al padre di F. Kafka, Rosso Malpelo di Giovanni Verga, Vinile e Un bagno caldo di Sauro Albisani, abbiamo scritto parole libere per esprimere ciò che esse nell’immediato ci trasmettevano.


Padre, se anche tu non fossi il mio

Padre, se anche fossi a me estraneo,

fra tutti quanti gli uomini già tanto

pel tuo cuore fanciullo t’amerei.

Amerei il tuo essere semplicemente mio padre, tu vedi in me ciò che un padre vero non vede nel figlio, non so se sei mio padre ma so che sono tuo figlio, quel figlio esule e imperturbabile, quel figlio che non ti aspetti che sia tuo figlio, sei lì immobile a guardarmi e ti chiedi dentro di te perché questo ragazzo ti guarda, o padre vorrei dirti tante cose, vorrei correre e dirti sono tuo figlio, ma ho paura di un tuo rifiuto, so che non sono e non sarò il tuo figlio perfetto, ma cerca di amare la mia perfetta umana imperfezione, mentre tu te ne vai e mi guardi con quello sguardo perso, so di certo che queste mie parole rimarranno scritte ma non dette.

Mariaselene Carnemolla


Dalla Tua poltrona Tu governavi il mondo.

Un maniaco del controllo che dalla Tua poltrona dietro la scrivania da lavoro solevi proteggere la figlia.

Ma la figlia cresceva e voleva vedere il mondo con i suoi occhi, senza i Tuoi filtri.

Voleva scappare dalla campana di vetro in cui la proteggevi.

Voleva solo crescere e imparare dagli sbagli.

Voleva sentire il Tuo appoggio per riuscire a realizzare i suoi sogni.

Per sentirsi libera e portare nel cuore il Tuo amore che la legava a Te per sempre.

 

Tu eri per me la misura di tutte le cose:

importante,

 infinito,

il mondo,

la base,

la mia fortezza.

Luana Caschetto


Mi sforzavo di non crescere perché presentivo che ti avrei perdutoe la mia esistenza sarebbe degenerata. Sapevo che il mio animo fanciullo avrebbe fatto di te un uomo forte, ma proprio quando il cuore fu cresciuto, sapevo anche che ti avrei deluso. Hai sempre amato i bambini, per la loro fiduciosa semplicità, quindi hai sempre odiato gli adulti per la loro semplice superficialità.

Mi dicesti: “chiudere gli occhi e sprofondare in un buco nero di vinile, spiegami tu chi sono, figlio mio.”

Ti risposi: “sei semplicemente mio padre. Il mio tutto”.

Non so se il tuo essere acculturato o il tuo essere eccentrico ti ha reso così attento ai particolare, alle menti fini, ma da quanto sono adulto mi hai sempre considerato diverso da quello che ti aspettavi. E lo so. Ho deluso le tue aspettative. Tuttavia consideri ancora la mia anima fanciulla. Ti sforzi.

E ancora mi dicesti: “già allora sapevo la nostalgia che avrei avuto di quel bambino”.

Padre, solo adesso realizzo il senso di questa mia esistenza. Mi spezzasti il cuore. Ti ho sempre considerato il mio respiro, come la mamma l’essenza di vita.

Mi ricordo da piccolo. Tu mi riconoscevi come figlio e mi facevi tuo donandomi la dolcezza dei tuoi semplici gesti, trasmettendomi quei gesti che fanno mille parole. Questo tatto paterno entrava a far parte di me e sapevo che quando non fosse più stato possibile sentirlo sulla mia pelle, l’avrei delegato agli oggetti che ti appartenevano.

Meri Savarino


Chiudere gli occhi e sprofondare

in un buco nero

a pensare se sei tu il mio vero padre,

 a pensare se la mia vita haun senso senza te,

 se un giorno diventerò quello che tu sei ora,

 se diventerò mai un padre e

 se mi comporterò mai come tu fai ora con me

Miriam Assenza


Tu eri per me la misura di tutte le cose,

eri luce e buio

eri amore e odio,

eri tutto ciò che riusciva a farmi stare bene.

Non so se sei mio padre, ma so che sono tuo figlio

perché siamo in sintonia

nei pregi e nei difetti,

perché amiamo la vita

nella cattiva e nella buona sorte.

Tu eri per me la misura di tutte le cose

e resterai tale fin quando

il mio cuore non cesserá di battere.

Non so se sei mio padre, ma so che sono tuo figlio

perché ridiamo delle stesse cose

perché emaniamo la stessa luce

perché i tuoi passi sono la mia ombra.

Padre, se anche tu non fossi il mio

Padre, se anche fossi a me estraneo,

fra tutti quanti gli uomini già tanto

pel tuo cuore fanciullo t’amerei,

già per il tuo cuore ti adorerei,

già per quello che sei non ti lascerei

e per tutto questo continuerò ad amarti!

Cristina Blandino


Non so se sei mio padre, ma so che sono tuo figlio, probabilmente non ti riconosco come mio padre per i tuoi comportamenti, per come tu mi trattavi, ma so che sei mio padre, io sono tuo figlio, lo sento dentro di me, so che tu mi appartieni come io appartengo a te, lo sento dentro di me.

Melania Ruta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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